Suzuki Method of Actor Training 2015

MODALITA' DI ACCESSO
Per attori, studenti con un grado avanzato di studi, ballerini, cantanti e artisti interessati a un allenamento completo.
Per partecipare è necessario richiedere la scheda di partecipazione a: info@mattiasebastian.com
Presentazione della scheda di partecipazione entro il 30 maggio.

FREQUENZA
dal 25 al 28 giugno 2015
Giovedì 25 giugno training session ore 15.00/18.00
Venerdì 26 giugno training session ore 10.00/13.00 e 15.00/18.00
Sabato  27 giugno training session  ore 10.00/13.00 e 15.00/18.00
Domenica 28 giugno training session ore 10.00/13.00


OBIETTIVI E CONTENUTI
La potenza espressiva, luso della voce e la concentrazione. 
Scoprire una sensibilità interiore. Lenergia primitiva. La voce del corpo e il silenzio.
Lavoro sul testo: brani da Shakespeare 
 
Sviluppato dal regista di fama internazionale Tadashi Suzuki, l’obiettivo principale del Metodo Suzuki è il ripristino della totalità del corpo umano attraverso il contesto teatrale e la scoperta  delle capacità espressive innate dell’attore.
Una disciplina fisica rigorosa, costruita anche attraverso influssi diversi come il balletto, il teatro tradizionale giapponese e greco, le arti marziali, che mira ad aumentare la potenza e l'impegno emotivo e fisico dell’attore.
 
                Dal libro Culture is the Body di Tadashi Suzuki: “Una società possiede una cultura se le capacità percettive ed espressive del corpo umano vengono utilizzate nella loro complessività, ossia se esse costituiscono la base della comunicazione. La civiltà è cresciuta in connessione con le funzioni del corpo umano: le invenzioni tecnologiche sono il risultato dell’aspirazione dell’uomo a espandere le funzioni basilari del corpo umano. Ad esempio il telescopio risponde al desiderio umano di estendere la facoltà visiva. Ma quale tipo di energia è richiesta per una materializzazione di tali aspirazioni? Oggi, un modo per valutare il grado di modernizzazione di un Paese, è misurare la quantità di energia non-animale  utilizzata.
                Spostando la riflessione nello specifico del teatro, notiamo lo stesso rapporto di valutazione: la maggior parte degli spettacoli teatrali sono “modernizzati”, ossia utilizzano volentieri l’energia non-animale -- pensiamo all’illuminazione e alla scenotecnica -- a scapito delle potenzialità dell’energia animale, con la conseguenza di creare una scissione, uno smembramento, delle nostre facoltà fisiche del nostro essere originale.
                Abbiamo bisogno di ricomporre l’unità delle funzioni fisiche, di riappropriarci delle capacità percettive ed espressive del potere del corpo umano. In questo modo possiamo mantenere la cultura all’interno della civiltà.
Il metodo consiste nell’enfattizzare la comunicazione del corpo con il terreno per recuperare la consapevolezza di tutte le funzioni fisiche del corpo e di sviluppare la concentrazione attraverso il controllo del respiro.
                Da tempi recenti tendiamo a trattare l’espressione facciale come l’aspetto più importante della recitazione. Le persone sembrano credere che sia possibile leggere l’anima di qualcuno solo guardando la sua espressione del volto. Questo è il motivo per cui la televisione e il cinema si servono costantemente di primi piani, ma possiamo affermare con certezza che se si vuole percepire la presenza umana di una persona e il suo carattere, il modo migliore è di guardarne tutto il corpo. E ciò perché noi captiamo la presenza dell’altro ‘e la natura di tale presenza’ dalla quantità e qualità di energia sprigionata dal suo corpo.
                Oltre a imparare a usare la voce con potenza espressiva, gli attori imparano a far parlare il proprio corpo anche quando stanno in silenzio.”
 
TADASHI SUZUKI è considerato uno dei più grandi registi odierni. Le sue personali riscritture delle opere classiche come Dionysus (da le Baccanti), Vision of Lear, Eletcra, Cechov, girano il mondo da oltre un ventennio. Visionario e provocatore Suzuki ha sempre basato le sue creazioni sulla forza dei suoi interpreti e sulla assoluta linearità delle scelte scenografiche ridotte all'essenziale. I primi spettacoli, agli inizi degli anni settanta, li propone in un piccolissimo teatro di Tokio. Stufo e indignato del centralismo culturale che vige a Tokio si trasferisce in un villaggio nella regione di Toga-Mura dove crea un parco internazionale delle arti. Vince la sua sfida e nonostante la lontananza da Tokio il villaggio si riempie ogni volta di numerosissimo  pubblico. Nel 2000 crea nella città di Shizuoka un centro culturale internazionale, dotato di quattro teatri, due sale per la musica e tutte le necessarie attrezzature per ospitare il suo training. Il medoto Suzuki viene insegnato in molte università di tutto il mondo. Fa parte del Comitato Olympics Theater con Bob Wilson, Teodoros Therzopulos, Antonio Filho, Yuri Liubimov. Nel 2004 la Cambridge University lo inserisce nelle pubblicazioni dedicate ai grandi registi. Prima di lui Peter Brook e Bertolt Brecht.

MATTIA SEBASTIAN è attore, regista, musicista. Si diploma al Conservatorio G Verdi in composizione, si forma come attore e regista con la compagnia Centro Attori “La Contemporanea” dal 1984. Si specializza in regia con il regista Tadashi Suzuki e con il regista greco Theodoros Terzopoulos sulle tecniche legate alla tragedia greca. Regista associato della SCOT e regista stabile della I-SCOT (Compagnia Internazionale con base in Giappone) Docente e direttore didattico del Centro Teatro Attivo dal 2007. Tiene corsi di training a livello internazionale in Europa e Asia. Membro della Giuria del “Asian Theatre Festival” e del  “Japan Theatre Competition".
 
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